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NATALE


Il Natale è un momento per sforzarsi di guardare di più a Gesù Cristo. Concentrate i vostri sensi, contemplate anche con le vostre orecchie perché i bambini, soprattutto, si sentono ascoltati. È venuto sulla terra per soffrire e la prima cosa che ha fatto è stata sicuramente piangere. Perché è quello che fanno tutti i neonati.

La Parola di Dio, la Parola, l’Immagine più perfetta di Dio, che è venuta a parlarci con tutta la sua Sapienza, la prima cosa che fa è piangere: La Parola di Dio piange in una stalla. Qualcosa di soprannaturale che rende questa notte diversa.

Che cosa illogica: Dio che piange e viene a cominciare la sua missione anche nell’ambiente di una stalla: non era né il posto migliore né l’atteggiamento migliore per riflettere a Dio.

Ma se ci pensiamo divinamente, è una cosa logica, perché è arrivato ad umiliarsi e a superarsi nel suo Amore.

È venuto a parlarci di quel grande Amore, non con parole belle e poetiche, ma con i fatti. E nessuno vince Dio nel suo Amore.Come racconta questa meditazione: Egli è venuto per portarci i doni più grandi che potessimo ricevere ed è già tra noi https://www.10minconjesus.net/meditacion_ecripta/ya-esta-entre-nosotros/

Ma avremmo potuto chiederci: questo va bene, ma Dio non può soffrire. Potrebbe Dio soffrire per il nostro Amore? Ci amerà abbastanza da avere momenti difficili per noi?

L’amore si misura con il sacrificio

Perciò sentire piangere il Bambino è la migliore delle melodie, la musica dolce, migliore di quella degli Angeli. Un canto umano fatto da Dio stesso: Lui non manda emissari a soffrire, Lui stesso viene.

Il grido di Gesù Bambino diventa la migliore delle melodie, una musica celeste superiore anche a quella degli Angeli. Questo canto umano, espresso da Dio stesso, risuona come un invito a comprendere che l’amore si misura attraverso il sacrificio.

Dicono che l’onore più grande che Dio dà ad un’anima non è darle molto, ma chiederle molto. Questa è la logica dello Spirito Santo, dell’Amore della Trinità: ci chiede perché il nostro cuore vuole ascoltarci. Così fa il Signore con tutti coloro che tratta come santi. Dio si dona completamente e chi gli sta intorno dona tutto: più siamo vicini a Dio, più dovremo dare.

Date ciò che ci chiede, ciò che ci costa in ogni momento, ciò che sembra poco logico per il suo trionfo, per il buon funzionamento del suo regno: forse ciò che con occhi umani ci fa ribellare perché impraticabile, ecco ciò che Il Signore spesso ci chiede…

Ce lo interpella, perché non ci obbliga mai: quello che cerca è il nostro amore: questo è ciò che è veramente efficace; Questo è ciò che ci rende santi con l’Amore della Terza Persona della Santissima Trinità.

Non puoi parlare la notte della nascita

Nella notte della nascita, Dio, che viene a parlare, sceglie inizialmente il silenzio. Il suo modo di comunicare è attraverso i fatti, sorprendendo le attese umane sagge e sfidanti: nessuno si aspettava che passasse dalla porta dell’umiltà, della povertà di spirito; Nessuno pensava che fosse Dio.

Cosa bisogna fare per essere docili alla volontà di Dio e adattarsi prontamente ai suoi progetti?

Avere la mentalità dell’essere bisognoso, del bambino; Il Signore ha detto graficamente: diventa bambino. Dio ha voluto passare di qui, perciò, parlando in silenzio e mettendo a tacere i sapienti, sconcerta l’esperienza umana.

È arrivato il Natale e, con esso, la possibilità di contemplare la scena di Betlemme come se fosse la prima volta. Guardiamo tutti nella stessa direzione a questo Bambino che ha tanto da insegnarci da quel trono di regalità che è il Presepe, come ci dice questa meditazione  https://www.10minconjesus.net/meditacion_ecripta/meditacion-pesebre/

 

Padre Juan Carlos Vásconez

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